E’ Colpa Tua

22 09 2011

Un paio di news niente male:

GameStop incolpa la posta per i day one rotti

La catena ha risposto alle accuse che erano state rivolte al suo sito di e-commerce in Inghilterra

In seguito alle accuse di aver volutamente rotto i recenti day one dei titoli Driver San Francisco e Gears of War 3, GameStop ha assicurato che si è trattato solo di disguidi legati ai tempi di consegna della Royal Mail britannica che, a quanto pare, in Inghilterra consegna addirittura in anticipo, e di non aver alcuna intenzione di violare le date di lancio dei top title in futuro. Settimana scorsa GameStop.co.uk aveva lanciato Driver San Francisco a 21 sterline e alcune copie erano state consegnate con circa due giorni d’anticipo. Adesso invece le polemiche sono state scatenate dalla spedizione di Gears of War 3 due giorni prima del lancio completa di un foglietto che chiedeva ai giocatori di non partecipare a partite online fino alla mezzanotte del 19 settembre. Secondo un portavoce della catena, il foglietto era solo una misura precauzionale nel caso i videogiochi fossero stati consegnati con un lieve anticipo.

Fonte: e-duesse.it

La piaga Day One si sposta online

Dilaga sempre più in Inghilterra il problema dei giochi venduti prima del lancio dai rivenditori online

Secondo quanto riportato dal sito Mcvuk.com, l’ultima trovata del sito e-commerce di GameStop consiste nel chiedere gentilmente ai giocatori che hanno ricevuto il titolo almeno due giorni prima del lancio ufficiale, di non giocare online con Gears of War 3 fino a mezzanotte del 19 settembre. Nelle spedizioni ai giocatori inglesi dell’attesa killer application per Xbox 360, l’insegna americana ha infatti inserito un foglietto in cui praticamente delega al giocatore la responsabilità di violare il day one giocando online con un titolo che hanno ricevuto prima della data d’uscita. Anche se è vero che GameStop sta attuando una politica molto aggressiva per cercare di guadagnare quote sul mercato inglese, in cui ancora non è un player primario, va detto che anche tutti gli altri principali e-tailer britannici non si fanno alcuno scrupolo nello spedire i giochi nel momento in cui li ricevono, con il risultato che spesso i gamer li ricevono anche diversi giorni prima della data di lancio

Fonte: e-duesse.it

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Per Non Dimenticare

18 01 2011

Un giorno epocale che vale la pena ricordare. News recuperata da una vecchia e-mail del periodo. Ammettetelo, state provando un senso di deja vù bello forte.

Con anticipo rispetto alla data ufficiale prevista per il rilascio europeo, in Italia è da oggi possibile acquistare, presso alcuni distributori, le console Sony di nuova generazione, le attese PS3. Data la natura inconsueta di un evento simile, Multiplayer.it si è presa la briga di contattatare telefonicamente il maggior numero possibile dei principali distributori dislocati sul nostro territorio, per ascoltare i loro commenti su questo lancio anticipato.

Feltrinelli, per bocca di Alessandro Ricotti, riporta dispiacere che un day-one così importante per il mercato dei videogiochi non sia stato rispettato. Gli eventi previsti per il lancio della notte fra il 22 ed il 23 marzo organizzati presso i loro punti vendita sono stati naturalmente annullati e le promozioni previste anticipate alla giornata di domani.

Pierpaolo Turitto dà voce a Gamelife, esprimendo l’opinione secondo la quale il venditore si trovi in mano ai distributori, che hanno una quota di mercato forte e decidono più di Sony stessa. Si tratta di un caso più unico che raro, in Europa.

Toscani Srl, per bocca di Alex Toscani, dichiara che Sony abbia lavorato male, essendoci una lettera che diceva di non poterla vendere, mentre ora le cose son cambiate, penalizzando chi non le ha ancora in magazzino.

Silvio Capra di Marylin riporta lo sconcerto della sua azienda, lamentando il comportamento di Sony che ha richiesto la firma di un foglio di impegno e lasciandoli, alle 11 del 21 marzo, senza console da mettere in vendita.

Fabio Grazzini di Newave ritiene la questione un grosso problema per lo specializzato che, non avendo ancora ricevuto le console, si trova a subire un danneggiamento anche in merito alle prenotazioni e subendone un danno di immagine. Danneggiamenti causati anche dalla cancellazione degli eventi di lancio organizzati.

World Games, nella voce di Beppe Pagliani, ritiene che Sony debba prendere provvedimenti e dichiara di non avere intenzione di mettere in vendita le console di cui ha in questo momento disponibilità ma di voler rispettare la data di lancio originale, di domani sera. Pagliani ritiene che adeguarsi in questo caso non abbia senso e si dichiara spiacente che alcune distributori abbiano seguito l’aniticipo del lancio. Dichiara inoltre di ritenere che Sony dovrebbe rivedere i propri vertici, se non è in grado di gestire queste cose, per mantenere la concorrenza leale.

Franco Sportaiuolo, in rappresentanza di You Too, afferma di non essere sorpreso di quanto avvenuto. L’idea è che le console non fossero molto vendute e che parlar male di una cosa significa parlarne meglio. Sony si sarebbe, secondo lui, piegata al mercato e mentre in Inghilterra un’iniziativa del genere è stata bloccata da noi questo non è avvenuto. Dopo averne viste tante, si dichiara deluso.

Euronics, per voce di Andrea Oggioni, dichiara di voler mantenere gli eventi di Roma e Catania, ma non rilascia altri commenti.

Anche DBLine dichiara di non rilasciare commenti, mentre siamo in attesa di poter raccogliere le eventuali dichiarazioni di Media World e Darty, che vi riporteremo fedelmente.

Lo Shopping di Multiplayer.it, nella voce del suo responsabile, Mauro Iandolo, dichiara di non condividere la scelta fatta da chi ha deciso di andare contro le regole. Rispetterà dunque il lancio europeo di PS3, previsto per venerdi 23 marzo, dichiarando preferire preoccuparsi di servire al meglio i propri clienti che hanno deciso di confermare le prenotazioni effettuate presso il proprio Shopping.
Un certo rilievo vorremmo dare inoltre alla prima comunicazione ufficiale che abbiamo ricevuto da Sony Computer Entertainment Italia, che vi riportiamo integralmente:

“Sony Computer Entertainment Italia conferma che la data ufficiale di lancio del nuovo sistema d’intrattenimento digitale PlayStation 3, sul territorio europeo ed italiano, sarà il giorno 23 Marzo 2007, data in cui la distribuzione della console sarà stata capillarmente ultimata. Sony Computer Entertainment si dissoci pertanto dalla decisione unilaterale di alcune catene e punti vendita italiani di vendere ai consumatori PlayStation 3 prima della data di lancio ufficiale. Tale decisione crea infatti una disomogeneità geografica a livello italiano ed europeo nella distribuzione. Ciò è contrario alle politiche di tutela del consumatore di Sony Computer Entertainment Italia che mirano a garantire a tutti i consumatori uguale accesso all’acquisto di PlayStation 3.”

Nel frattempo si stanno registrando le prime reazioni della stampa europea, attraverso alcune notizie riportate da Eurogamer e GamesIndustry.biz, che hanno interrogato Davide Sher di Trade Interactive Multimedia (TIM), pubblicazione specialistica di rilievo sul panorama dei rivenditori italiani, che commenta la vicenda affermando che si tratti di “una strana situazione. E’ la prima volta che dei rivenditori abbiano violato le date annunciate di due giorni”.

[Aggiornamento:] Media World ci ha appena contattato, affermando di non avere alcuna dichiarazione da fare e che per loro si sia trattato di un’operazione commerciale.





Se Lo Dice Lui

25 11 2010

Ormai abbiamo capito che quando si parla di dayone in Italia si finisce con l’ascoltare tante belle parole che nel 120% dei casi si trasformano in un bel nulla di fatto. Giusto per confermare questa teoria, eccovi un paio di interviste ed estratti che mi hanno letteralmente fatto sbellicare dalle risate.

Partiamo con quella di Riccardo Colleti (Gamestore) a Maurizio Pedroni, sales director di Activision Blizzard Italia.

Mi raccomando, da leggere senza respirare, fa più effetto.

“Call of Duty: Black Ops è una bomba. Guai a chi rompe il day-one!

9 novembre 2010. E’ la data del lancio mondiale di Call of Duty: Black Ops (su Ps3, Xbox 360, Pc, Wii, DS), firmato Activision Blizzard. Una release strategica nel portafoglio del publisher statunitense. La saga – pluripremiata
e non solo dalle vendite – è reduce da importanti record sul fronte del sell-out. Sia su scala internazionale, sia sul mercato italiano. Con queste premesse c’è un clima di grande attesa per il nuovo lancio. Gamestore ha intervistato, in vista del day-one, Maurizio Pedroni (foto), sales director di Activision Blizzard Italia.
Maurizio Pedroni, come vi sentite a cinque giorni dal day-one?
Benvenuti all’inferno…
Cioè?
Ovviamente siamo carichi e gasatissimi. Come si può immaginare, queste sono giornate davvero intense ma, poco alla volta, stiamo mettendo a posto tutte le situazioni. Call of Duty: Black Ops per noi è una bomba. E’ destinato a fare la differenza. Diciamo che c’è quella sana tensione che anima le vigilie delle grandi partite.
La saga di Call of Duty, in tutte le sue declinazioni, rappresenta un fenomeno. Prendendo come riferimento Modern Warfare 2 del 2009, da quale risultato partite?
Dal 10 novembre – giorno di lancio – al 31 dicembre 2009, abbiamo venduto a sell-out, considerando i vari formati, oltre 300mila pezzi.
Come dire che è quello l’obiettivo per Call of Duty: Black Ops?
Beh direi di no.
In che senso?
Quest’anno il nostro sell-in al day one è stato del 40% superiore rispetto a quello di un anno fa. E pertanto, avendo più disponibilità di prodotto, aumentano anche le ambizioni e gli obiettivi.
E quindi, con la logica del +40% arriveremmo a oltre 400mila pezzi. Giusto?
No comment…
L’anno scorso avete raccolto un grande successo con le Collector’s Edition. Che cosa prevedete per questo lancio?
Purtroppo, rispetto a Modern Warfare 2 abbiamo una disponibilità in quantità inferiore per Call of Duty: Black Ops. Soprattutto per la versione
“prestige”. Ma non ci lamentiamo. Ci divertiremo.
C’è qualcosa che vi preoccupa in termini di vendite, alla luce dell’attuale situazione di mercato?
Senza voler apparire presuntuosi, crediamo che un top seller come il nostro non risentirà della dinamica rallentata con cui il mercato si sta confrontando. Quando arrivano i fenomeni anche le vendite tornano a decollare, Call of Duty: Black Ops non deluderà. Anzi.
Temete che ci siano rotture sul day one?
Purtroppo non possiamo governare tutto o controllare tutti. Abbiamo seguito tutte le procedure. E abbiamo invitato tutti i partner del retail a seguire le istruzioni in maniera diligente. Vorrei proprio che questa volta
l’Italia non si facesse riconoscere…
Vale a dire?
Ormai siamo un mercato sufficientemente maturo. E’ ora di finirla con queste manfrine. Guai a chi rompe il day one. Serve solo a farci fare la solita brutta figura con il resto del mondo. E’ una settimana che veniamo tempestati di telefonate, dalle quali emerge che qualcuno starebbe già vendendo Call of Duty: Black Ops…
E invece?
Tutte balle. Se noi lo abbiamo ricevuto solo due giorni fa e stiamo completando le ultimissime spedizioni, come è possibile che qualcuno lo stia
vendendo da sette giorni? Ma per favore…
Beh, si sa che talvolta l’Italia mette in mostra doti creative impensabili…
Si, ma non è questo il caso. Tengo a precisare che il publisher non trae nessun vantaggio dalla rottura del day one, proprio nessuno. Un titolone come Call of Duty: Black Ops si merita il massimo del rispetto. Anche sulla data di lancio. Che, ricordo, è il 9 novembre 2010, nel caso qualcuno se ne fosse dimenticato…”

Tralasciando il discorso sulla Collector’s Edition, dove a divertirsi è solo Pedroni, mi fa veramente rabbrividire leggere di come un publisher tanto importante dichiari tranquillamente che sul discorso dayone non possono fare tutto loro. Addirittura “invitando” (non obbligando!) i propri partner commerciali a fare i bravi bambini. Cazzo io questo lo chiamo concorso di colpa e tutti a casa a divertirsi con la copia della Collector’s Edition che non c’è! Rabbrividiamo….

Quella che segue è invece la seconda puntata della commedia (il livello è simile a quella roba di Gamestop chiamata  Gamers, anche se sulla fiera GameShow questa volta non posso far altro che applaudire – segnatevelo!). L’intervista è sempre di Riccardo Colletti (Gamestore) a Paolo Chisari, general manager di Activision Blizzard Italia. Cito solo un estratto, il resto è fuffa.

Peccato che qualcuno abbia rotto il day one…
Purtroppo. Ribadisco che, oltre a essere dispiaciuto, non ne vedo la ragione. Questi numeri da record, anche su scala mondiale, dimostrano che non ce n’era bisogno. Ma adesso basta. Non ne voglio più parlare.”

Tre righe in cui è racchiusa tutta l’arroganza di chi, ignorando completamente la logica che porta spesso alla rottura del dayone, affermi come basti rispettarlo per fare grandi affari. Liquidando la domanda con una risposta che tradotta suona più o meno così “ma che cazzo me ne frega”.

Sfiancante, noioso, ripetitivo. Guardate come siamo ridotti.

Ma adesso basta. Non ne voglio più parlare (cit.).





E Così Sia

19 11 2010

Smentita, rettifica, saluti, baci e abbracci, chiamatela come volete, fatto sta che ogni tanto le news sarebbe meglio saperle scrivere.

“Il titolare della catena assicura che lo scontrino pervenuto in redazione, come specificato nella news, non è riconducibile ad Assassin’s Creed Bortherhood. E rilancia con uno scontrino pre-day one targato GameStop

Beppe Pagliani, titolare della catena World Games, assicura che lo scontrino pervenuto in redazione e pubblicato in data 18/11 non è, come per altro era stato specificato nell’agenzia, riconducibile al titolo Assassin’s Creed e smentisce categoricamente di aver in alcun modo violato il day one del gioco. “Lo scontrino della foto mostra la vendita di un titolo presso il negozio di Reggio Emilia, che però quel giorno non aveva il titolo in magazzino perché al momento il prodotto era presente solo nel nostro negozio di Sassuolo e assolutamente non in vendita”, ha dichiarato Pagliani a E-Duesse. “Chiunque può aver utilizzato uno scontrino World Games per un altro prodotto, accostandolo nella foto al titolo di Ubisoft. Anzi, come dimostra lo scontrino in mio possesso (vedi foto a lato), è stata proprio GameStop a rompere il day one il 16 novembre”. Anche in questo caso, però, va detto che lo scontrino di GameStop non è una prova definitiva in quanto la catena a livello mondialesi riserva per policy il diritto di violare il day one quando lo fanno i competitor. Ancora una volta, quindi, la domanda su chi abbia violato per primo la data di lancio ufficiale rimarrà probabilmente senza risposta, davanti ad un’unica certezza e cioè che i top title in Italia sono troppo spesso disponibili diversi giorni prima della data di lancio ufficiale.”

Fonte: World Games smentisce la rottura del day one





Tristezza

27 10 2010

Peccato, veramente, veramente peccato. Pensavo fossero un po’ più onesti di altri, purtroppo mi sbagliavo.

 





Concorso Di Colpa

29 09 2010

Ne parlo spesso, così come spesso tendo a porre l’accento sulla rottura del day-one da parte delle solite insegne gd. Ovviamente non sono le sole e visto che il fratellino di 10 anni me lo ha rinfacciato credo sia giunto il momento di fare un po’ di chiarezza sull’argomento, mettendo in mezzo anche il caro (a me) settore trade indipendente.

Quali sono le cause e perchè la rottura del fatidico giorno uno va tanto di moda?

Grande Distribuzione:

premetto di aver escluso dalla lista gamestop che merita un discorso tutto suo. Il perchè la gd tenda sempre più spesso a seguire questa moda non è molto difficile da capire, in pratica lo fanno per…..ignoranza. Semplicemente, come già constatato diverse volte, il commesso di turno vedendosi arrivare la merce a magazzino decide di metterla in vendita da subito ignorando l’esistenza di una postilla piccola piccola che fa riferimento al grande giorno. Perchè avviene questo? Forse l’insegna di turno non si è sentita in dovere di comunicare la data precisa per la messa in vendita del prodotto, il commesso/a non ne è a conoscenza (doloroso ma legittimo) o semplicemente vale la pena fregarsene visto che alla fine il core business di queste realtà è completamente un altro. Non è certo per vendere qualche copia in più, tanto per quello c’è sempre il sottocosto a dare un mano.

Nel frattempo:

Gamestop:

qui il discorso è un po’ diverso, visto che in linea di massima tutto si può dire agli americani tranne che non rispettino le direttive. Le circolari con le comunicazioni sul day-one girano che è una bellezza e, salvo qualche eccezione, la voglia profonda è quella di starsene tranquilli fino all’ora x. Quindi? Nulla di nuovo sotto il sole! Le situazioni di rottura avvengono per vendita sotto banco da parte di qualche commesso un po’ troppo generoso con l’amico di turno e sicuro che alla fine nulla succederà. Qualche caso di licenziamento a quanto ho sentito in giro c’è stato ma la moda, come sapere, è dura a morire. Vedere per credere:

L’altra situazione è, invero, un po’ paradossale anche se ha in sè una certa logica. Qualche concorrente fa il furbo? Allora lo seguo a ruota. Fatta la legge trovato l’inganno. Fatta la cazzata, tutti dietro.

Trade indipendente:

poco da dire, oggi come oggi lo fanno praticamente quasi tutti appena ve ne è la possibilità, ergo quando il corriere/distributore decide di farti avere la merce. Ovviamente gli sfigati che ricevono il tutto addirittura un giorno dopo il day-one si attaccano, non hanno problemi di allocazione prodotto quindi dovrebbero solo stare zitti! (cit.)

Dovendo così contrastare quella maledetta malattia chiamata concorrenza sleale, la rottura del day-one è stata una delle prime “soluzioni” cui il settore di riferimento ha fatto proprie. E’ sbagliato, non ci piove, ma fa anche fottutamente pensare.

Anche perchè mentre ci trastulliamo felici con la nostra copia di Fifa 11, una famosa catenza retail inglese lancia l’ennesimo grido d’allarme.

Simon Fox, CEO e managing director di HMV, importante catena inglese specializzata in tutto ciò che è entertainment (film, libri, videogiochi, ecc.), teme che in Inghilterra i rivenditori specializzati possano scomprarire se le catene della GD (Tesco, Asda) non smettono di vendere i titoli più importanti sottocosto. Lo scorso anno top title quali Fifa e Call of Duty sono usciti in GD a prezzi ben al di sotto del prezzo consigliato di 40 sterline. Secondo Fox la politica di vendere sottocosto rischia di danneggiare l’intera industria e soprattutto i retailer della “High Street” (gli specializzati dei centri metropolitani), concentrando un potere d’acquisto troppo elevato nelle mani di insegne che non fanno del videogioco un prodotto cardine, usandolo solo per attirare clienti verso l’acquisto di altre categorie merceologiche. Fox ha precisato di comprendere la decisione da parte dei publisher di vendere alla GD grandi quantità di prodotto ma ha sottolineato come la politica del sottocosto rischi di creare una situazione in cui, tra qualche anno, i publisher avranno solo due alternative come sbocco distributivo: direct to consumer (via download digitale) oppure attraverso i supermercati.

Fonte: HMV contro la GD in UK

Update:

Blockbuster ha reso noto ufficialmente, tramite un comunicato stampa, di aver anticipato a oggi il dayone di Fifa 11, inizialmente previsto per l’1 ottobre. In realtà però la “febbre del calcio” ha reso piuttosto movimentato il lancio del simulatore targato EA, di cui, certe insegne della Gdo, avevano già scontrinato (secondo voci del trade) alcuni pezzi addirittura tra sabato e lunedì scorso. Il publisher è tempestivamente intervenuto per bloccarne la distribuzione, ma pare proprio che da oggi Fifa 11 sia disponibile, oltre che da Blockbuster, anche in tutti gli altri punti vendita a cui il titolo è stato consegnato.

Fonte: Fifa 11 disponibile da oggi





Unieuro Colpisce Ancora (Vol.4)

9 09 2010

Per non dimenticare che il ridicolo (da oggi chiamato Unieuro) non conosce MAI limiti…..

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