Vuoi che muoro?

14 03 2013

Sniper Elite 2 in Warsaw

Premessa, in Italia, come per molte altre cose, il treno è stato ampiamente perso anni fa. Quello che si vede (male) nella foto è un billboard che pubblicizza l’uscita di un nuovo videogioco, Sniper Elite 2. Ve ne sono diversi sparsi per tutto il centro città, un po’ come quando da noi esce il nuovo film di Cristian De Sica (per fortuna il trend, dopo “soli” 10 anni sta un po’ cambiando…..ora c’è anche Massimo Boldi).
Il titolo in question è sviluppato dalla City Interactive S.A. un’azienda polacca specializzata nello sviluppo e vendita di videogiochi in tutto il mondo. Di realtà simili in Polonia ne esistono ormai diverse (una su tutte CD Project). Questo grazie a sovvenzioni ed investimenti fatti dal governo polacco nei confronti di un business, quello videoludico, dal valore ormai ampiamente superiore a quello della musica e praticamente simile a quello de cinema.
Situazioni e realtà simili esistono ovunque in Europa, paesi dell’est inclusi.
Unico “paese” ancora fuori da questo “giro”? Ovviamente l’Italia. Come detto ormai il treno è stato perso (ora recuperare sarebbe difficile e poi “siamo mica qui a scrivere codici di programmassione con la macchina da scrivere?!”), ma quanto mi fa incazzare questa cosa, sapendo che per anni abbiamo insegnato agli americani cosa fosse l’informatica e quando sento gente dire “ma non sei ormai grande per giocare ai videogiochi?”.
Il primo ministro polacco Tusk ha regalato al presidente Obama una copia del videogioco The Witcher come simbolo di modernità ed orgoglio nazionale durante un incontro a Varsavia….noi invece una bandana in testa a Berlusconi come simbolo di un paese vecchio che vuole far finta di sentirsi giovane.

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Made in Gamestop

24 01 2012

Un paio di notizie interessanti su Gamestop. La seconda in particolare fa abbastanza riflettere soprattutto perché si tratta di un argomento trito e ritrito. Finché era l’indipendente a gridare l’allarme poco o nulla è stato fatto, speriamo che ora, con il top player di mercato in gioco, le cose possano effettivamente cambiare.

“GameStop chiude in Irlanda del Nord
Il business è online è stato spostato al sito inglese

Il sito inglese Mcvuk.com riporta che GameStop ha chiuso i suoi tre negozi in Irlanda del Nord e che le operazioni online sono state trasferite al sito inglese Gamestop.co.uk. Restano comunque attivi gli oltre 30 negozi situati nel resto dell’isola irlandese.”

Fonte: e-duesse

“Cristallo: “GameStop bene a Natale ma non grazie al mercato”

Il marketing & merchandising director della catena fa il punto sul Natale trascorso e punta il dito contro i sottocosto sconsiderati della GDS. Nuove aperture nel 2012

Per noi è stato un buon Natale anche se ci aspettavamo qualcosa in più”. Davide Cristallo, direttore commerciale di GameStop commenta così le vendite di fine 2011, enfatizzando il ruolo controproducente rivestito dalle insegne della GD e della GDS che hanno attuato operazioni di sottocosto molto pesanti soprattutto sull’hardware. “Purtroppo i prezzi più bassi di hardware e software non hanno compensato producendo vendite maggiori, anzi: le vendite a volume sono state in molti casi sul mercato addirittura inferiori rispetto allo scorso anno – prosegue Cristallo – e il tutto è stato reso ancora più complicato da un numero di offerte sottocosto che, secondo i dati che ci arrivano dalle principali aziende di auditing, sono quasi triplicate rispetto al Natale scorso. Per fortuna siamo stati in grado di adeguarci alla situazione e di mettere in piedi strategie che ci hanno permesso di raggiungere i nostri obiettivi, che erano molto ambiziosi”. Le operazioni di sottocosto, però, quest’anno si sono rivelate davvero controproducenti e Cristallo invoca un maggior controllo da parte dei produttori. “Questi ultimi devono essere in grado di controllare cosa fa la gente che opera nel mercato – spiega. Non possono semplicemente dire di non essere stati messi al corrente perché in quel caso devono poi mettere in atto azioni concrete per evitare che la situazione si ripeta. Non si vedono mai, per esempio, prodotti Apple venduti sottocosto, quindi controllare quello che fanno i retailer è possibile e non si può accettare che, nel momento di difficoltà, i primi prodotti che vengono svenduti siano sempre i videogiochi”. Altra considerazione importante riguarda l’aumento dell’iva in vigore da metà settembre: “Di fatto le strutture specializzate hanno dovuto assorbire un punto percentuale di margine non potendo cambiare i prezzi al pubblico a causa delle fasce prezzo imposte dall’industria.
Se uniamo questo problema a quello dei sottocosto non gestiti la situazione diventa molto complicata e non ci si deve stupire e lamentare se saranno sempre meno le aziende che avranno la forza e la voglia di investire in questo mercato”. Guardando al futuro, Cristallo si dice più ottimista, soprattutto per quanto riguarda la crescita di GameStop. “Per l’anno nuovo siamo pronti a partire con decisione – conclude – aprendo un buon numero di negozi giù nel primo trimestre del 2012”.”

Fonte: e-duesse





Dai Che Ce La Facciamo

14 11 2011

Vi posto questo interessante articolo del nostro prode Jaime D’alessandro giusto per far capire a qualche “vecchio” che in periodi di crisi, due investimenti sulle nuove tecnologie potrebbero anche fare comodo.

“Anche Hollywood si arrende ora comandano i videogame
L’ultimo capitolo della saga di Call of Duty in sole 24 ore ha venduto fra Usa e Inghilterra oltre 6.5 milioni di copie incassando più di 400 milioni di dollari. Avatar di James Cameron si era fermato a 77. Ecco come gli eredi di Lara Croft stanno surclassando Hollywood
di JAIME D’ALESSANDRO

ROMA – Dimenticate Avatar e Guerre Stellari, dimenticate anche la versione cinematografica di Il Signore degli Anelli. Perché il re dell’intrattenimento non vive a Hollywood né in Nuova Zelanda, ma a Encino, paesotto a sud di Los Angeles. E’ qui che ha sede la Infinity Wards, software house che ha appena lanciato il suo ultimo videogame di guerra intitolato Call of Duty: Modern Warfare 3 1. E che da oggi può guardare dall’alto i vari George Lucas, James Cameron e Peter Jackson.

In 24 ore Modern Warfare 3 ha venduto solo fra Stati Uniti e Inghilterra, dove esiste una raccolta capillare dei dati, oltre 6,5 milioni di copie per un giro d’affari stimato di circa 400 milioni di dollari. Cifra impressionate. Non foss’altro perché un blockbuster come Avatar nel suo primo weekend ha portato a casa “appena” 77 milioni negli Stati Uniti e 242 in tutto il mondo. Ma è costato tre volte di più. In secondo luogo perché la serie di Call of Duty a questo punto stabilisce un altro record.

“Al di fuori di Call of Duty”, ha dichiarato Bobby Kotick, amministratore delegato di Activision Blizzard, l’editore, “non c’è mai stato nessun altro franchise nel mondo dell’entertainment che abbia raggiunto risultati del genere. Le vendite ad oggi dell’intera serie superano il box office cinematografico mondiale di Guerre stellari e di Il Signore degli Anelli, due tra le saghe di maggiore successo di tutti i tempi sul grande schermo”.

Che il settore dei videogame fosse solido, con il suo giro di affari da 50 miliardi di dollari l’anno, è cosa nota. Ed è noto anche che negli Stati Uniti c’è una emorragia di spettatori dalle sale cinematografiche, malgrado il lancio del 3D in pompa magna. Ma quel che sta accedendo ultimamente è diverso e ha più a che fare con un mutamento interno all’industria dei videogame. Stanno progressivamente diminuendo il numero dei prodotti di punta, mentre le risorse vengono concentrate su quelli rimanenti. In parole povere si producono meno videogame che però costano molto di più. Megaproduzioni alle quali lavorano anche 500 persone, è il caso di Assassin’s Creed 2, con budget superiori ai 100 milioni di dollari.

“Questo accade perché giochi simili sono gli unici capaci davvero di incassare”, racconta Peter Moore, ex presidente di Sega America, poi diventato vice presidente di Microsoft e ora a capo di Ea Sport, la stessa dei videogame di calcio Fifa 3. “Nell’anno fiscale 2011 abbiamo pubblicato 67 videogame differenti. Nel 2012? Saranno meno di 30. Stiamo tagliando la metà dei giochi e facendolo stiamo aumentando i nostri profitti. Perché concentriamo gli sforzi solo sulle grandi produzioni”.

Come Battlefield 3, che appartiene allo stesso genere di Modern Warfare. Un gioco della Ea che nel primo fine settimana ha venduto anche lui molto, circa 5 milioni di copie. Ma l’exploit dei videogame bellici, i cosiddetti “sparatutto” in prima persona dalle ambientazioni molto realistiche, è in realtà un crescendo. Lo scorso anno, Call of Duty: Black Ops era arrivato a 5.6 milioni di copie con un incasso stimato intorno ai 360 milioni di dollari sempre nei soli Stati Uniti e Inghilterra. Battendo il precedente record del 2009 di Call of Duty: Modern Warfare 2, pari a 310 milioni di dollari e 4.7 milioni di copie vendute nelle prime 24 ore.”

Modern Warfare 3, lo diciamo per inciso, è molto americano nella sua spettacolarità. Narra una fantomatica invasione russa di Europa e Stati Uniti generata da una serie di complotti raccontati nel capitolo precedente. La trama è confusa, a tratti perfino rozza, eppure il ritmo dell’azione, l’impatto delle sequenze, la costruzione delle diverse missioni fra New York, Parigi, l’Africa e il Medio Oriente è tale che diventa difficile smettere di giocare. Esempio, e i numeri lo confermano, di una maestria nel riuscire a catturare l’attenzione che Hollywood non ha più.

Fonte: Repubblica





La Porcata Quotidiana

6 05 2011

Appena avrò un più tempo tornerò a scrivere sul mio blog più di frequente, ho giusto qualche storiella interessante da raccontare.

Nel frattempo occupiamo due righe con la mia nuova rubrica mensile: “le porcate quotidiane”.

PS3 a 199 euro da Saturn

La console Sony in versione Slim con HD da 160GB in sottocosto

L’insegna Saturn, tra le proprie offerte speciali online valide fino all’11 maggio, propone la console PlayStation 3 Slim con hard disc da 160 GB sottocosto a 199 euro e spedizione gratuita a domicilio. Tra le offerte segnaliamo anche Xbox 360 a 149 euro, Kinect a 89 euro, Nintendo DS a 79 euro e Wii Fit Plus a 69 euro ma sono già stati esauriti i pezzi disponibili.

Fonte: e-duesse.it – PS3 a 199 euro da Saturn





Oh Mamma!

24 03 2011

Ne ho già parlato molte volte in passato sottolineandone aspetti cruciali e motivazioni. Di cosa sto parlando? Ma degli store UK on-line ovviamente. Veloce news molto, molto, ma molto interessante:

Il governo Britannico ha deciso di dire no alle scappatoie fiscali per la vendita sottoprezzo on-line di videogiochi.

Diversi siti come Amazon, Play, The Hut, Tesco Direct e HMV hanno infatti finora potuto vendere a prezzi concorrenziali grazie alla sede legale stabilita nel Jersey, dov’è possibile vendere beni di prezzo inferiore alle 18£ (circa 20,60€) senza caricavi sopra l’imposta VAT (equivalente alla nostra IVA) del 20%.

La conseguenza è un gettito fiscale di milioni di sterline perso dall’erario. Il cancelliere George Osborne, nel suo intervento in parlamento, ha citato il fatto come qualcosa a proposito di “Contrastare il continuo marketing e l’uso di aggressivi schemi di elusione artificiale delle tasse.”

Tradotto in termini terreni, è praticamente sicuro che acquistare dai siti UK non sarà più economico come prima.

Fonte Tiscali: Niente più scappatoie sulle tasse per i siti UK





Déjà Vù (Vol.2)

9 03 2011

Io inoltro, perché mi piace, perché mi fa ridere, perché alcuni clienti credono sia colpa mia mentre altri se la prendono con la primavera che tarda ad arrivare.

Il Carbon Edition Supercar Pack sarà disponibile solo prenotando il gioco presso la catena specializzata

Solo per chi prenoterà il titolo Sony (in uscita per Ps3 il prossimo 18 marzo) Motorstorm Apocalypse presso la catena specializzata GameStop (nei negozi oppure sul sito) sarà disponile il pacchetto di contenuti extra Carbon Edition Supercar Pack, che conterrà veicoli aggiuntivi, adesivi per personalizzarli, temi per la dashboard della console, avatar e wallpaper. L’offerta è limitata solo alle prime 200 prenotazioni.

Fate voi che io mi sto stancando.

Fonte e-duesse.it: Motorstorm Apocalypse: contenuti esclusivi solo da GameStop





You Will Be The Next One

9 01 2011

Un amico mi ha inoltrato qualche giorno fa una discussione (a dir la verità un po’ vecchiotta), presa direttamente dal forum di console tribe, relativa alle condizioni di affiliazione ad Opengames. Me ne ha ricordata un’altra molto simile che avevo trovato per caso sul web già diversi mesi fa. Ve le inoltro, con qualche considerazione personale, per darvi un’idea ancora più approfondita su come funziona “la moda del momento” – il franchising.

<mi hanno “consigliato” di editare tutto> – lascio il resto perché ci sono affezionato!

Tirando le somme per l’avvio di un attività in franchising di questo tipo dovrei calcolare un investimento iniziale di xxxxx€ + xxxxx€ circa per l’affitto locale nel caso non sia questo di proprietà. xxxxx€ senza tener conto della fideiussione e senza calcolare ulteriori costi aggiuntivi di gestione. Possono starci (oggi sono buono), lo ammetto, ma un consiglio sincero lo vorrei comunque dare: avete questa cifra e volete assolutamente investire nel settore? Se vi sentite veramente scoperti ed insicuri allora puntate pure dritti al franchising che, sicuramente, potrà coprirvi per bene le spalle sotto molti aspetti ma difficilmente potrà garantire il successo dell’attività. Se invece vi sentite pronti e non vi spaventa il rischio, allora fate tutto in modo indipendente, potrà sembrarvi un suicidio ma esistono meccaniche ed idee che in situazioni differenti non potreste attuare nè sperimentare a causa di vincoli ed obblighi contrattuali. In Italia purtroppo il problema vero è questo, mancano idee e quando queste piano piano si fanno largo sul mercato vengono distrutte dalla paura costante che colpisce l’imprenditore di turno.

Siamo tutti fotocopie, ed i negozi e progetti legati al videogioco ne sono un esempio clamoroso, un po’ di coraggio ed idee non guasterebbero per nulla.








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