La Porcata Quotidiana

6 05 2011

Appena avrò un più tempo tornerò a scrivere sul mio blog più di frequente, ho giusto qualche storiella interessante da raccontare.

Nel frattempo occupiamo due righe con la mia nuova rubrica mensile: “le porcate quotidiane”.

PS3 a 199 euro da Saturn

La console Sony in versione Slim con HD da 160GB in sottocosto

L’insegna Saturn, tra le proprie offerte speciali online valide fino all’11 maggio, propone la console PlayStation 3 Slim con hard disc da 160 GB sottocosto a 199 euro e spedizione gratuita a domicilio. Tra le offerte segnaliamo anche Xbox 360 a 149 euro, Kinect a 89 euro, Nintendo DS a 79 euro e Wii Fit Plus a 69 euro ma sono già stati esauriti i pezzi disponibili.

Fonte: e-duesse.it – PS3 a 199 euro da Saturn

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E Adesso Dove Vado?

26 08 2010

In questi giorni ho passato diverso tempo con molte persone appassionate di vecchia data, a discutere sul dove erano soliti acquistare videogiochi, il perchè e se, nel complesso, fossero soddisfatti della proposta commerciale offerta dal mercato attuale.

I nomi venuti fuori sono ovviamente i soliti, Media World – Euronics – Saturn – Gamestop, con la netta vittoria di quest’ultimo per quanto riguarda la frequenza d’acquisto di un prodotto. Mi ha sorpreso, anche se solo in parte, non sentire nessuno pronunciare la magica frase “io vado nel mio caro e vecchio negozietto di fiducia”. Ce ne sono pochi, molti ormai sopravvivono grazie alla clientela affezionata rimasta (i clienti sono puttante, poco da dire), pochi hanno la forza di rinnovarsi e di affrontare una campagna di comunicazione concorrenziale. Aggiungiamo poi il fatto che spesso soffrano di una concorrenza sleale e malsana da parte della GD ed ecco che la mia sorpresa va velocemente a farsi benedire (speravo solo di trovarne ancora qualcuno!).

Ci sono però un paio di aspetti, da tutti condivisi, che mi hanno fatto riflettere molto. Il primo riguarda un senso di costrizione all’acquisto dove la mancanza di una concorrenza vera, fatta anche e soprattutto di negozi specializzati “old style”, non dia nessuna altra opportunità se non quella di rifornirsi costantemente dalla catena di turno. Quando in una stessa città ci sono sette od otto Gamestop a farsi concorrenza da soli, ci si rende chiaramente conto come lo sterminio attuato da questi signori in questi ultimi anni abbia dato i suoi frutti. Alcuni maturi (per loro) altri marci (per il mercato).

L’altro aspetto analizzato fortemente riguarda quella sensazione di risparmio rispetto al passato che, in realtà, nessuno percepisce effettivamente. Passata l’euforia iniziale del “porta dietro roba vecchia per acquistare il nuovo” ci si è resi conto che l’effettivo risparmio dietro offerte di questo tipo non è mai esistito. I giochi da rendere diminuiscono costantemente, la loro valutazione idem, mentre il costo dell’usato è ormai fuori mercato, si ritorna così all’acquisto classico del nuovo a prezzi assolutamente in linea, se non addirittura maggiori, con quelli proposti dalla concorrenza (altro aspetto già analizzato molte altre volte).

Viene fuori infine che si sente la mancanza cronica di un reparto import Jap/Usa serio, fatto di uscite costanti o di ordini specifici su richiesta del cliente.

Certo una nota positiva c’è ed è rappresentata dalla costante fornitura di prodotto, in particolare di limited edition, con possibilità di essere prenotate largamente in anticipo e con la garanzia di avere il prodotto al day-one (o addirittura prima, in base a come girano le palle alla concorrenza). Peccato che questo aspetto denoti in primis come ormai le limited edition, almeno per gli appassionati, rappresentino un plus in grado di spostare parte delle vedite e dall’altro il fatto che la loro distribuzione elitaria, disomogenea e sleale non faccia altro che sbilanciare costantemente il mercato verso strutture più grandi a discapito di quelle poche realtà storiche ormai rimaste.

La massificazione del mercato a cui attinge costantemente la GD è sicuramente il punto su cui molti ora stanno puntanto, perdendo così molti aspetti che negli anni passati contribuivano a differenziare il mercato ed una clientela che tutt’ora esiste ed è molto forte, rendendolo sicuramente più vario e concorrenziale di quanto non lo sia quello monotono e fotocopia di oggi.

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La Professionalità Prima Di Tutto

9 03 2010

Come tutti sapranno uno degli aspetti commerciali più importanti è rappresentato dal rapporto professionale che viene instaurato tra un tuo agente e il buyer della catena/negozio di turno. Una buona preparazione e conoscenza del prodotto unite ad abilità di vendita spiccate possono realmente fare la differenza in qualsiasi settore………

Ok rifacciamo! Scusate!

Come tutti sapranno uno degli aspetti commerciali più importanti è rappresentato dal rapporto di grande amicizia che viene instaurato tra un tuo agente e il buyer di turno. Una buona vacanza insieme, una sera a cena e l’altra pure, un regalo di Natale a caso ed un aiutino a tinteggiare la casa possono realmente fare la differenza nel settore del videogioco.

E’ questo che ti permette di vendere un prodotto in più, codificarne uno nuovo e riassortirne degl’altri. Un legame che però a volte sfocia nel ridicolo con situazioni alla stregua del cane con il padrone. Capitava infatti di dover comunicare al tuo cliente (perchè quel famoso buyer, cascasse il mondo è sempre un tuo, fottutissimo, cliente), via email le novità in arrivo a breve o semplicemente azzardare un’offerta che, in quel momento, si reputava molto vantaggiosa per lui. Errore clamoroso! Disturbato il bambin dormiente ecco liberarsi, improvvisamente ed imperiosamente, il cagnolino feroce di turno (il tuo agente, pensa che paradosso) che inveendo a più non posso ed utilizzando il miglior francesismo possibile ti faceva capire che il grande capo in quel momento non poteva essere disturbato e che ne aveva le scatole piene delle comunicazioni che, a fiotti, gli arrivavano ogni due o tre mesi!

Già, perchè le famose email non venivano certo inviate ogni giorno ma ad intervalli, neanche regolari, di qualche mese l’una dall’altra proprio per evitare che accadessero situazioni simili e nonostante, ingenuamente, si pensasse che l’agente di turno lavorasse effettivamente per noi.

Ovviamente il mercato, soprattutto in Italia, è relativamente giovane e trovare agenti di vendita preparati nel momento di massima ascesa non è stato facile, anzi direi quasi impossibile ed ora, per ovvie ragioni, ci si ritrova con quello che allora venne raccattato. Sai la differenza tra una console e pc? Ottimo, sei dei nostri! Allargate questo concetto anche alle persone che occupano posizioni di un certo rilievo nelle varie strutture di ditribuzione o rivendita, e capirete che non è proprio tutto oro quello che luccica.

Per fortuna, lo ammetto, non tutti sono così, ma ricordare alcuni di quei momenti ora, mi fa sorridere e rattristare alle stesso tempo.





E’ Iniziata La Gara

5 03 2010

Dimenticavo la famosa catena con due piedi nella fossa!





E’ Stato Bello Finchè è Durato

3 03 2010

Come sicuramente molti di voi sapranno, era di un paio di mesi fa la notizia che la famosa rivista The Games Machine a partire dal mese di Gennaio avrebbe smesso di allegare videogiochi. L’editoriale firmato in prima pagina che ne spiegava le ragioni si è scoperto essere un’imposizione da parte dell’editore nei confronti di una redazione a quando pare contraria all’idea.

Probabilmente sono stato uno dei pochissimi a ritenere tale progetto sì rischioso ma anche molto interessante e coraggioso. Un ritorno alle origini che oggi, ovviamente, viene nuovamente stracciato per tornare alle vecchie maniere. Da marzo infatti TGM allegherà nuovamente videogiochi alla rivista e si continuerà come se nulla fosse successo.

Lo so, commercialmente parlando questa scelta non fa una piega, ma come già dissi in passato invece che continuare a sviluppare una rivista, portando nuove idee ed approfondimenti di settore sui wc (luogo sacro per la lettura) di migliaia di videogiocatori, si punta nuovamente sulla vendita diretta di un prodotto che, purtroppo, non è la rivista stessa. Inutile nascondorsi, l’utenza media sceglierà una rivista rispetto all’altra in base al tipo di allegato/i che questa conterrà.

Certo, stiamo pur sempre parlando di Sprea, la casa editrice de “Il mio gatto”, “Professione camionista”, “Il mio giardino” e chi ne ha più ne metta, ma un briciolo di coerenza nelle persone a volte non farebbe male.

Io preferisco ricordarla così





Eccone Un Altro

28 02 2010

Facendo un po’ di zapping sul web, mi è capitato di notare questo adv di un importante distributore italiano che, senza un minimo di fantasia, propone un programma di affiliazione per rilanciare il settore retail indipendente. Analiziamo insieme i punti forti dell’offerta e chiediamoci, nel frattempo, come mai queste iniziative partono sempre dalle menti di grossi/medi distributori nazionali. Ecco l’adv in tutto il suo splendore!

  • Mantenere la tua insegna
    ovvio che sia così, c’è la necessità semplice di acquisire un’affiliazione diretta con il distributore con l’unico vantaggio di rifornire il cliente con i propri prodotti. Cambiare l’insegna significherebbe lanciare un progetto alternativo fatto di campagne pubblicitare e piani di comunicazione. Troppo lavoro, chi avrà mai bisogno di un’alternativa di mercato oggi?
  • Ricevere prodotti esclusive e collector
    punto abbastanza imbarazzante perchè sottilinea come oggi, sul mercato italiano, non tutti i rappresentanti retail possono godere delle stesse possibilità che ha la GDO o, in casi più fortunati, qualche insegna storica. Affiliati e avrai quello che normalmente non ti daremmo.
  • Ottimizzare i costi
    punto incredibilmente vago, ottimizzazione costi in relazione a cosa? Trasporto? Scontistica? Margini? Gestione punto vendita? Demo station gratuite? Prodotti di merchandising? Vuol dire forse che se mi affilio da oggi quel singolo prodotto che compravo prima da te lo otterrò ad un prezzo migliore? Fantascienza!
  • Rispettare i day one
    al mio tre…………hahahahahaha. Che presa per il culo pazzesca!
  • Allineare il prezzi
    stesso concetto espresso due punti sopra, allineare riferito a cosa poi? I giochi costeranno meno in base ai prezzi generati dall’importazione parallela? Costringerete chi fa import selvaggio ad alzare i prezzi? Abbasserete il vostro margine per garantire un guadagno migliore all’affiliato (un miraggio)?
  • Utilizzare gratuitamente il software WebTV
    e cosa diavolo sarebbe? Ipotiziamo sia un software da integrare sul proprio sito per proporre video di nuove uscite o giochi appena rilasciati, trasmetterà qualsiasi cosa o solo prodotti in mano al distributore in questione (1€ a chi indovina di chi stiamo parlando)? Tutto questo senza tener conto che il 90% dell’utenza internet utilizzerà sicuramente altri mezzi per tenersi informata.
  • Realizzare in store promotion
    questo è l’unico punto di un certo interesse. Quasi quasi mi sto convincendo!
  • Beneficiare di strumenti esclusivi per il traffic building
    il traffic building è una tecnica marketing che conosco molto bene e consiste nell’incrementare i contatti/accessi al proprio sito attraverso iniziative di vario genere che possono andare dall’organizzazione di una fiera o evento fino all’utilizzo di adv mirati e perchè no social network. Ovviamente il concetto può essere applicato anche ad altre realtà e in alcuni casi non è necessariamente legato all’aspetto web dell’attivita di nostro interesse, un traffic building può essere attuando anche solo per far parteciapre il più alto numero di persone ad un torneo o semplicemente invitarli a visitare un proprio stand durante una manifestazione. Tutta questa pappardella per dire che anche questo punto, seppur interessante, non dice assolutamente nulla su quali vantaggi effettivi l’affiliato potrà contare, oltre al fatto che una frase messa lì in questo modo è sì bella da vedere ma, onestamente, quanti sanno esattamente cosa significhi?

Purtroppo iniziative e proposte di questo tipo stanno crescendo a vista d’occhio, in un mercato da sempre afflitto da un enorme disgregazione con tanti, troppi distributori che negli anni hanno creato un frazionamento dell’offerta eccessivo. Aggiunto al fatto che, come anche in altri settori, esistono tantissime realtà indipendenti medio/piccole che non hanno mai permesso la creazione di un processo distributivo semplice. Il risultato è che oggi ci si ritrova a combattere una battaglia fatta di affiliazioni, o presunte tali, che hanno il solo scopo di riunire tutte queste realtà in modo da poterle gestire meglio e generare così un database sufficiente per controllare una fetta di mercato comunque importante.

Non c’è alcuna voglia di migliorare l’offerta vera e propria nè di creare alternative vere al fenomeno della GDO/GDS. Mancano idee concrete e questo puntare sul tutti per uno, uno per tutti, sono certo non darà alcun risultato. Basta fare un giro nei vari forum specializzati, cliccare su “cerca” e digitare uno di questi nomi: vippoint, sell-t, gamelife, opengame e altri che sicuramente ora non ricordo.

Sapete quanti risultati otterremmo? Vi lascio indovinare.





Quell’Amico Chiamato Canvass

26 02 2010

L’immgine che vedete qui a fianco rappresenta una delle più grandi vaccate videoludiche mai rilasciate negli ultimi anni. Un buon buyer con esperienza capirebbe immediatamente che questo prodotto non potrebbe durare più di un giorno nei negozi nè tantomeno varrebbe la pena metterlo in vendita. Allora perchè ne erano tutti pieni? Pazzia di massa? Ci sentivamo tutti più generosi? Nulla di tutto ciò, ma semplicemente il triste risultato di un fenomeno di vendita chiamato “compilazione del canvass” e messo in atto con grande vigore dai vari distributori italiani ed in particolare dalla cara (in tutti i sensi) e vecchia (idem come prima) Halifax.

La magia funziona in modo molto semplice e si concretizza dopo aver passato almeno un paio di ore con l’agente di zona che, dopo averti riempito la testa con video ed immaginarie campagne pubblicitare sul prodotto in questione ti mette nella difficile situazione di dover scegliere. Il cosa è presto detto, perchè il trucco del canvass è proprio questo: “vuoi il PES 2010 / FFXIII di turno (oltre al fatto che altro non hanno) con uno sconto maggiore?” Bene, a parte le quantità mi devi prendere tot pezzi di questo titolo, tot di quest’altro e siamo a posto. E parliamo di titoli simili a quello di cui sopra, che hanno l’unico scopo di riempirti il magazzino (svuotando allo stesso tempo il loro), abbassare notevolmente il tuo ricarico (quella roba là sopra ancora oggi si vede in giro a 37€) e sperare che prima o poi vengano rivalutati dal distributore così da ottenere una magro rientro economico.

Di esempi ce ne sarebbero a milioni, il problema è che accettato un sistema di questo tipo difficilmente si torna indietro, con l’unica speranza che un giorno, la Square-Enix / Konami di turno, decida di distribuire sul mercato i propri prodotti in modo diretto, a quel punto probabilmente ci troveremo con più titoli validi in negozio e meno porcherie in magazzino.








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