Déjà Vù

26 11 2010

Porca miseria, ero quasi riuscito a passare una giornata normale quando mi viene fuori l’ennesima merdata targata “your fuking publisher”.

“Solo preordinando l’atteso survival horror di EA presso la catena specializzata si riceverà in regalo un kit esclusivo con diversi gadget e un gioco in regalo

Grazie ad un accordo di esclusiva, solo preordinando il survival horror Dead Space 2 di EA presso la catena specializzata GameStop, disponibile dal prossimo 28 gennaio, i clienti riceveranno in regalo un pre-Order Kit contenente un box cartonato, 3 cartoline con artwork di gioco, il primo romanzo ispirato alla serie Dead Space (Martyr) e un codice che consentirà di scaricare il videogame Dead Space Ignition in versione integrale.”

Un applauso all’ennesima genialata del settore. Dicesi concorrenza sleale camufatta da eslusiva.

Fonte: Dead Space 2 pre-Order kit solo da GameStop





Se Lo Dice Lui

25 11 2010

Ormai abbiamo capito che quando si parla di dayone in Italia si finisce con l’ascoltare tante belle parole che nel 120% dei casi si trasformano in un bel nulla di fatto. Giusto per confermare questa teoria, eccovi un paio di interviste ed estratti che mi hanno letteralmente fatto sbellicare dalle risate.

Partiamo con quella di Riccardo Colleti (Gamestore) a Maurizio Pedroni, sales director di Activision Blizzard Italia.

Mi raccomando, da leggere senza respirare, fa più effetto.

“Call of Duty: Black Ops è una bomba. Guai a chi rompe il day-one!

9 novembre 2010. E’ la data del lancio mondiale di Call of Duty: Black Ops (su Ps3, Xbox 360, Pc, Wii, DS), firmato Activision Blizzard. Una release strategica nel portafoglio del publisher statunitense. La saga – pluripremiata
e non solo dalle vendite – è reduce da importanti record sul fronte del sell-out. Sia su scala internazionale, sia sul mercato italiano. Con queste premesse c’è un clima di grande attesa per il nuovo lancio. Gamestore ha intervistato, in vista del day-one, Maurizio Pedroni (foto), sales director di Activision Blizzard Italia.
Maurizio Pedroni, come vi sentite a cinque giorni dal day-one?
Benvenuti all’inferno…
Cioè?
Ovviamente siamo carichi e gasatissimi. Come si può immaginare, queste sono giornate davvero intense ma, poco alla volta, stiamo mettendo a posto tutte le situazioni. Call of Duty: Black Ops per noi è una bomba. E’ destinato a fare la differenza. Diciamo che c’è quella sana tensione che anima le vigilie delle grandi partite.
La saga di Call of Duty, in tutte le sue declinazioni, rappresenta un fenomeno. Prendendo come riferimento Modern Warfare 2 del 2009, da quale risultato partite?
Dal 10 novembre – giorno di lancio – al 31 dicembre 2009, abbiamo venduto a sell-out, considerando i vari formati, oltre 300mila pezzi.
Come dire che è quello l’obiettivo per Call of Duty: Black Ops?
Beh direi di no.
In che senso?
Quest’anno il nostro sell-in al day one è stato del 40% superiore rispetto a quello di un anno fa. E pertanto, avendo più disponibilità di prodotto, aumentano anche le ambizioni e gli obiettivi.
E quindi, con la logica del +40% arriveremmo a oltre 400mila pezzi. Giusto?
No comment…
L’anno scorso avete raccolto un grande successo con le Collector’s Edition. Che cosa prevedete per questo lancio?
Purtroppo, rispetto a Modern Warfare 2 abbiamo una disponibilità in quantità inferiore per Call of Duty: Black Ops. Soprattutto per la versione
“prestige”. Ma non ci lamentiamo. Ci divertiremo.
C’è qualcosa che vi preoccupa in termini di vendite, alla luce dell’attuale situazione di mercato?
Senza voler apparire presuntuosi, crediamo che un top seller come il nostro non risentirà della dinamica rallentata con cui il mercato si sta confrontando. Quando arrivano i fenomeni anche le vendite tornano a decollare, Call of Duty: Black Ops non deluderà. Anzi.
Temete che ci siano rotture sul day one?
Purtroppo non possiamo governare tutto o controllare tutti. Abbiamo seguito tutte le procedure. E abbiamo invitato tutti i partner del retail a seguire le istruzioni in maniera diligente. Vorrei proprio che questa volta
l’Italia non si facesse riconoscere…
Vale a dire?
Ormai siamo un mercato sufficientemente maturo. E’ ora di finirla con queste manfrine. Guai a chi rompe il day one. Serve solo a farci fare la solita brutta figura con il resto del mondo. E’ una settimana che veniamo tempestati di telefonate, dalle quali emerge che qualcuno starebbe già vendendo Call of Duty: Black Ops…
E invece?
Tutte balle. Se noi lo abbiamo ricevuto solo due giorni fa e stiamo completando le ultimissime spedizioni, come è possibile che qualcuno lo stia
vendendo da sette giorni? Ma per favore…
Beh, si sa che talvolta l’Italia mette in mostra doti creative impensabili…
Si, ma non è questo il caso. Tengo a precisare che il publisher non trae nessun vantaggio dalla rottura del day one, proprio nessuno. Un titolone come Call of Duty: Black Ops si merita il massimo del rispetto. Anche sulla data di lancio. Che, ricordo, è il 9 novembre 2010, nel caso qualcuno se ne fosse dimenticato…”

Tralasciando il discorso sulla Collector’s Edition, dove a divertirsi è solo Pedroni, mi fa veramente rabbrividire leggere di come un publisher tanto importante dichiari tranquillamente che sul discorso dayone non possono fare tutto loro. Addirittura “invitando” (non obbligando!) i propri partner commerciali a fare i bravi bambini. Cazzo io questo lo chiamo concorso di colpa e tutti a casa a divertirsi con la copia della Collector’s Edition che non c’è! Rabbrividiamo….

Quella che segue è invece la seconda puntata della commedia (il livello è simile a quella roba di Gamestop chiamata  Gamers, anche se sulla fiera GameShow questa volta non posso far altro che applaudire – segnatevelo!). L’intervista è sempre di Riccardo Colletti (Gamestore) a Paolo Chisari, general manager di Activision Blizzard Italia. Cito solo un estratto, il resto è fuffa.

Peccato che qualcuno abbia rotto il day one…
Purtroppo. Ribadisco che, oltre a essere dispiaciuto, non ne vedo la ragione. Questi numeri da record, anche su scala mondiale, dimostrano che non ce n’era bisogno. Ma adesso basta. Non ne voglio più parlare.”

Tre righe in cui è racchiusa tutta l’arroganza di chi, ignorando completamente la logica che porta spesso alla rottura del dayone, affermi come basti rispettarlo per fare grandi affari. Liquidando la domanda con una risposta che tradotta suona più o meno così “ma che cazzo me ne frega”.

Sfiancante, noioso, ripetitivo. Guardate come siamo ridotti.

Ma adesso basta. Non ne voglio più parlare (cit.).





Mah

21 11 2010

In attesa di conferme, primo video unboxing di GT5





E Così Sia

19 11 2010

Smentita, rettifica, saluti, baci e abbracci, chiamatela come volete, fatto sta che ogni tanto le news sarebbe meglio saperle scrivere.

“Il titolare della catena assicura che lo scontrino pervenuto in redazione, come specificato nella news, non è riconducibile ad Assassin’s Creed Bortherhood. E rilancia con uno scontrino pre-day one targato GameStop

Beppe Pagliani, titolare della catena World Games, assicura che lo scontrino pervenuto in redazione e pubblicato in data 18/11 non è, come per altro era stato specificato nell’agenzia, riconducibile al titolo Assassin’s Creed e smentisce categoricamente di aver in alcun modo violato il day one del gioco. “Lo scontrino della foto mostra la vendita di un titolo presso il negozio di Reggio Emilia, che però quel giorno non aveva il titolo in magazzino perché al momento il prodotto era presente solo nel nostro negozio di Sassuolo e assolutamente non in vendita”, ha dichiarato Pagliani a E-Duesse. “Chiunque può aver utilizzato uno scontrino World Games per un altro prodotto, accostandolo nella foto al titolo di Ubisoft. Anzi, come dimostra lo scontrino in mio possesso (vedi foto a lato), è stata proprio GameStop a rompere il day one il 16 novembre”. Anche in questo caso, però, va detto che lo scontrino di GameStop non è una prova definitiva in quanto la catena a livello mondialesi riserva per policy il diritto di violare il day one quando lo fanno i competitor. Ancora una volta, quindi, la domanda su chi abbia violato per primo la data di lancio ufficiale rimarrà probabilmente senza risposta, davanti ad un’unica certezza e cioè che i top title in Italia sono troppo spesso disponibili diversi giorni prima della data di lancio ufficiale.”

Fonte: World Games smentisce la rottura del day one





Fuoco Alle Polveri

18 11 2010

Parto subito con un paio di link presi direttamente e senza permesso dal sito di Zave. Argomenti interessanti, repliche d’antologia, conferme ennesime:

Link –> Everyeye.it? Ecco come paga i collaboratori

Link –> La Stampa su Need For Speed Hot Pursuit

Leggete tutto, ne vale la pena.

Quella che segue invece è l’ennesima battaglia persa sul discorso day-one. Mi aspetto solo una cosa, che appena a fare la porcata sia un fottuto negozio della GD venga scritto a caratteri cubitali.

“Come prova la scansione inviataci in redazione, il gioco di Ubisoft è già in vendita: la release era attesa per il 19 novembre

Come dimostra il fax inviatoci in redazione e come confermano altri rumors di mercato, uno degli action game più attesi del Natale, Assassin’s Creed Ubisoft, è già in vendita da martedì. Il dayone, previsto ufficialmente per il 19 novembre, è quindi stato rotto con tre giorni di anticipo. Sullo scontrino d’acquisto compare il nome della realtà indipendente World Games, ma, non essendoci alcun riferimento al gioco in oggetto, non è in possibile provare con assoluta certezza che il gioco sia stato effettivamente acquistato presso il punto vendita di Reggio Emilia.

Fonte: Rotto martedì il dayone di Assassin’s Creed Brotherhood





Va Tutto Bene

12 11 2010

Eccovi una serie di news interessanti su cui riflettere un po’.

La prima, che è anche l’unica positiva, riguarda il lancio di GameTime, un programma televisivo interamente dedicato ai videogiochi. Trasmesso dall’emittente Odeon 24 viene condotta da Roberto Buffa, che ne è anche l’ideatore, e Raffaele Cinquegrana. La prima puntata, nel caso ve le siate persa, potete trovarla a questo indirizzo: http://www.odeontw.tw/default.asp?dprogramma=100051

Non male, era dai tempi di Usa Today che non si vedeva qualcosa di simile in Italia, escluso qualche esperimento mal riuscito. Certo, alcune cose sono ancora da migliorare, spesso i conduttori sembrano eccessivamente “finti” nelle loro affermazioni o considerazioni e, dulcis in fundo, la parte relativa al prezzo consigliato di un videogioco mi ha fatto un po’ rabbrividire. Detto questo, non posso far altre che augurare il meglio per questa iniziativa sicuramente positiva.

Altro giro, altra news

Secondo alcuni distributori inglesi non c’è niente di male se i negozianti indipendenti acquistano i prodotti presso supermercati che li vendono sottocosto. Alla luce del recente aumento del VAT (la nostra IVA) per i videogiochi, che ha reso la vita ancora più difficile per gli specializzati indipendenti britannici (che rappresentano circa il 5% di un mercato da circa 3 miliardi di euro), il sito inglese Mcvuk riporta le frasi provocatorie di Dareth Dain, managing director del distributore Creative Distribution: “Gli indipendenti che comprano dai supermercati fanno benissimo”, ha detto Dain, “per quanto possa sembrare ingiusto, i supermercati non hanno nessun obbligo legale di proteggere gli interessi dei negozi più piccoli”. Secondo Craig McNicol, managing director di Koch Media UK, il problema non sembra destinato a risolversi in tempi brevi: “Il mercato è libero – ha detto – e non sembra una soluzione normale ma gli elementi di rottura ci sono e non sembrano semplici da aggiustare”. “Come biasimare gli indipendenti? Se andassero dal distributore ufficiale pagherebbero di più”, ha aggiunto Paul Williams, head of buying di Ideal Software, “però, acquistando dai supermercati, gli indipendenti devono rendersi contro che le loro quote di mercato si ridurranno ulteriormente e alla fine diventeranno così marginali che non saranno più considerati”.

Fonte: Gli indipendenti acquistino dai supermercati

La situazione sopra descritta può essere tranquillamente riportata a quello che accade anche da noi e non fa altro che rafforzare la convinzione di un mercato semplicemente malato. Tutti i punti espressi sono condivisibili pur nel loro essere paradossali. Mi è capitato spesso inoltre di sentire negozianti ed amici raccontarmi di loro scorribande da qualche gamestop di turno per sfruttare le promozioni sul ritiro dell’usato, togliendosi così dalle palle vecchia robaccia che i vari distributori ti avevano gentilmente costretto ad acquistare senza mai la briga di rivalutarli (il reso dell’invenduto non merita neanche un accenno).

Infine due righe veloci su quest’altra notizia

Game Point ha siglato un accordo con il progetto di affiliazione targato Games Bond, in base al quale la catena guidata da Franco Cicchello si arricchierà di 3 nuovi punti vendita in franchise situati nella provincia di Bergamo. I nuovi punti vendita sono a Treviglio, Clusone e Seriate e riprenderanno il lay out già adottato nei Games Bond Store di proprietà della catena. “Sono felice dell’entrata nel nostro gruppo di una realtà storica che è da sempre punto di riferimento in provincia di Bergamo”, ha commentato Cicchello. “Sono sicuro – ha aggiunto – che ingressi come quello di Game Point daranno alla nostra azienda un ruolo sempre più importante nello scenario videoludico italiano”.
“La migrazione da un’altra catena che ha deluso le nostre aspettative, dimostra che crediamo nel nostro potenziale e che con Games Bond siamo entrati in sintonia da subito”, ha aggiunto Marco Pennisi, amministratore di Game Point. “Sabato 20 novembre la nostra prima inaugurazione nel punto vendita di Treviglio darà il via ufficiale a questa nuova stimolante avventura”.

Fonte: Game Point entra in Games Bond

Qui c’è poco da dire, nulla di particolarmente scandaloso, mi ha lasciato solo un po’ colpito (mento!) questa frase: “….La migrazione da un’altra catena che ha deluso le nostre aspettative….”

Su chi sia quest’altra realtà onestamente parlando mi sfugge, ma anche in questo caso abbiamo una bella conferma che la moda del franchising ogni tanto rischia di fare qualche bella vittima. Lunga vita a GamePoint.

UPDATE FICO

Ci pensano i diretti interessati a fare “chiarezza”

Di seguito pubblichiamo la risposta che la catena specializzata Open Games ha inviato alla redazione in merito alla notizia pubblicata in data 11 novembre relativa alle nuove acquisizioni del distributore Games Bond:
«PRECISAZIONE: in relazione alle dichiarazioni di GAMES BOND pubblicate sul sito E-Duesse in data 11 novembre 2010, riteniamo la comunicazione alquanto scorretta e atta a ledere l’immagine e la professionalità di PROMOVIDEO, perché di fatto non c’è stata alcuna migrazione dei punti vendita GAME POINT, ma semplicemente la suddetta società è stata eliminata dal franchising OPENGAMES in quanto non ottemperava ai termini del contratto di affiliazione».

Fonte: Promovideo risponde a Games Bond

Che dire, uno spasso.





Esistono Ancora (Vol.2)

9 11 2010

Altro giro altro negozio, oggi tocca a Time Out di Bologna.








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