E Adesso Che Si Fa?

14 05 2010

Come riportato dal blog ufficiale OnLive (http://blog.onlive.com/2010/05/13/onlive-coming-to-europe/) la piattaforma di cloud gaming che permetterà di utilizzare videogiochi via web senza la necessità di acquistarne il supporto fisico nè di installare alcun programma dedicato, è stata appena siglata una partnership con British Telecom per la diffusione di contenuti di vario genere (videogame inclusi) attraverso promozioni mirate per il mercato UK.

L’idea alla base di questo progetto è molto intessante, vorrei però soffermarmi su alcuni aspetti che reputo di particolare interesse. In particolare viene da chiedersi che fine faranno, nel caso l’idea abbia successo, tutti i negozi specializzati che si occupano di videogiochi. Nonostante il concetto di ecatombe di settore stia facendo il giro un po’ ovunque, personalmente non credo che l’aspetto materiale del prodotto verrà completamente cancellato, sia che si parli di cloug gaming (OnLive e Geikai) che di digital delivery.

Credo invece si andrà verso un compromesso tale che permetterà ancora a quella clientela appassionata di collezionare videogiochi anche se con un rapporto completamente diverso rispetto a quello odierno. Non deve inoltre essere sottovalutata la base culturale del videogiocatore tipo che spinge un paese, come ad esempio il Giappone, verso un feticismo tale da richiedere l’assoluta presenta di collector’s edition continue o comunque di un prodotto fisico su cui mettere le mani. Per questo ed altri motivi mi sembra inimmaginabile un cambiamento così radicale nè la scomparsa totale di questi prodotti con il rischio di vedersi distrutto un mercato oltremodo legato ferocemente alle proprie tradizioni (il videogioco fa parte di questo concetto a tutti gli effetti).

E’ innegabile però che dal punto di vista commerciale qualcosa andrà decisamente a cambiare, cosa che richiederà un radicale reset di tutti quegli aspetti di vendita e compravendita a cui siamo abituati da sempre. Chi non sarà in grado di farlo “semplicemente” chiuderà, chi invece saprà reinventarsi potrà ancora sperare di vedere qualche euro alla fine del mese.

Come? Io qualche idea ce l’ho anche se per ora me la tengo bella stretta.

L’ultimo appunto, ma non meno importante, che mi viene in mente riguarda quella fetta di mercato non specializzata che oggi, con le sue offerte e barzellette della domenica, sta sbilanciando inutilmente il mercato verso una concorrenza spesso sleale fatta di lotte continue sui prezzi, contributi marketing e premi di fine anno (tecnicamente chiamati “tangenti”), rotture di day-one, importazione parallela e promozioni sotto costo un giorno sì e l’altro pure.

Quando il cambiamento avverrà, queste strutture tornerranno a fare quello che facevano fino a ieri e cioè a vendere i loro cari e vecchi elettrodomestici come se nulla fosse successo.

Ha senso continuare con questa politica di supporto a queste realtà sapendo che forse il 2012 del mondo videoludico non è poi così lontano?


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