Diamo a Cesare Quel Che è Di Cesare

13 03 2010

Sui distributori italiani se ne potrebbero dire a milioni e non sarebbero mai abbastanza, d’altra parte, non bisogna essere un esperto per capire che qualcosa non va. Bisogna però ammettere che la tanto odiata (da loro) importazione parallela made in UK di cui tutti parlano e che si manifesta di solito con prezzi al pubblico decisamente più bassi rispetto ai nostri, ha una sua storia dietro non tanto nascosta.

Molti mi chiedono spesso il perchè di questa differenza e, a pensarci bene, i motivi sono veramente semplici da elencare:

  • Svalutazione della sterlina
  • Fiscalizzazione differente

Il primo punto viene troppo spesso ignorato ma è alla base della caduta libera dei prezzi al pubblico di prodotti quali videogiochi ma anche elettrodomestici, high tech generico, televisori e molto altro ancora. Quello che, al cambio di qualche anno fa, veniva a costare esattamente come in Italia (se non di più) ora, in media, perde dai 15 ai 25€. E’ di qualche mese fa la notizia che i distributori inglesi, in particolare Nintendo, stessero pensando di aumentare il prezzo di vendita al pubblico in modo da rientrare in quella fascia di prezzo che, ad oggi, rimane decisamente lontana.

Il secondo aspetto è sicuramente quello meno conosciuto ma anche più influente sulla politica di vendita che viene adottata da questi, ormai famosi, e-commerce. Prendiamo ad esempio il sito play.com, uno dei primi insieme a cdwow.com, a lanciare la moda dei prezzi stracciati e spese di spedizione gratuite. La sede legale dell’azienda che possiede il dominio è a Jersey, una piccola isola posta nel Canale della Manica, con governo autonomo, quindi in grado di applicare leggi fiscali differenti da quelle adottate nel Regno Unito. L’isoletta in questione è anche classificata ed inserita nel database dei paradisi fiscali redatto dalla OCSE con oltre 30.000 società offshore registrate.

Facciamo uno più uno ed ecco spiegato il perchè di questa grossa differenza tra i nostri prezzi e i loro. Girando per l’Europa, appena possibile, cerco sempre di raggiungere un negozio specializzato così da farmi un’idea del prodotto trattato, come viene venduto e soprattutto a che prezzo. Non mi è mai capitato di trovare cifre inferiori a quelle qui presenti, anzi a volte anche superiori.

I distributori nostrani hanno ernomi colpe, politiche discutibili e pretese spesso eccessive, ma non possiamo certo ignorare che in questo caso specifico, la concorrenza (questa volta estera), si è data decisamente “da fare”.


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