Guarda Che Novità

10 03 2010

Quello che segue è un estratto dell’intervista fatta da Riccardo Colletti (Gamestore Weekly) a Paolo Chisari, general manager di Activision Blizzard Italia.

Su tutte crisi dei consumi e problematiche legate al credito?
Assolutamente sì. Ma non solo. Ad esempio, la pirateria continua a far sentire sempre più il proprio peso in senso negativo.

E poi?
La questione del day-one.

Può spiegarci meglio?
La situazione è ingestibile e quasi fuori controllo. Ma sul banco degli accusati ci finiscono sempre e solo i publisher. Diciamocela tutta. A “rompere” il day-one non sono le industrie, bensì i retailer. Grandi o piccoli che siano. Dunque, non dobbiamo essere noi i destinatari delle proteste. Voglio ribadire con forza un’altra cosa. Activision Blizzard ha subito la situazione nel caso di Call of Duty: Modern Warfare 2 (il top title venne lanciato nello scorso ottobre e fu soggetto a vendite anticipate rispetto alla data, ndr). Non l’ha affatto propiziata. Sia chiaro. Anche perché non ci guadagnamo niente. La storia si è ripetuta anche in avvio 2010.

Come si esce da questo gorgo?
Semplicemente rispettando le regole. Si vende il gioco nella data esatta di uscita. E neanche un minuto prima.

Ci vorrebbe una moratoria?
Non so quale sia la ricetta giusta. Certamente serve un approccio differente.

In che senso?
Non è possibile che ognuno rivendichi il diritto a “rompere” il day-one perché un proprio competitor lo ha fatto nel recente passato, o solo per timore che possa ripetere l’operazione. Così non si va da nessuna parte.

Premesso che apprezzo molto le parole del Sig. Chisari (soprattutto reputo molto interessante il discorso relativo alla moratoria), spero queste non si perdano nel vuoto come troppo spesso accade. Attualmente la politica è semplice, hai rotto il day-one? Ok allora lo faccio anche io. Invece che punire l’errore, questo viene usato come scusante per infrangere nuovamente le regole. La questione, e non è la sola, è vecchia come il mondo e va a braccetto con altre mille problematiche di cui molti si lamento e dove nessuno, alla fine, fa nulla.

Allo stesso tempo, non sarebbe male sensibilizzare anche quella grossa fetta di clientela che, soffrendo di qualche misterioso male, va immediatamente in astinenza nel malaugurato caso non riesca a ricevere il gioco qualche giorno prima del day-one. Non passa giorno in cui non si legga nei vari forum di gente che, in preda alla pazzia più totale, inizia a fare il giro di telefonate ai vari negozi nella speranza che qualche buon’anima decida di passare il prodotto sottobanco o semplicemente dare il via al toto “rottura day-one”.

Ammettiamolo, c’è un leggero concorso di colpa e non sarebbe male che alla fine ognuno facesse la sua parte. In fondo un settore, per crescere, deve puntare non solo sulle persone che lo “governano” ma anche su quelle che lo amano veramente.


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